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BEATO ANTONIO BOTTA

Sulla vita del Veggente abbiamo scarse notizie. Dai documenti risulta che la data della sua nascita,in Savona,è il 1470. Ebbe tre fratelli: Giovanni Battista, Angelo e Bartolomeo.

Nel 1512 sposò Caterina Cavazza, dalla quale ebbe due figli: Masino (o Tommaso) che non sopravisse alla nascita e Caterina.Nel 1542 sposò in seconde nozze Mariola Bagno.

L'indole e la figura del Botta possiamo desumerle dalle scarse notazioni che compaiono nel racconto dell'Apparizione. Era uomo di fede che univa il lavoro alla preghiera ("andava disendo la sua coroneta") e alla carità verso il prossimo . L'invito della Madonna a comunicare il messaggio al confessore ( " Vanne al tuo confessore") sottintende la famigliarità del Botta col sacramento della riconciliazione; infine,quando la Madonna gli dice :tomba_botta" Tu anderai appresso la tua vita" lo incoraggia a continuare nello stile di vita tenuto fino a quel momento:è un elogio tanto discreto quanto autorevole. Inoltre sappiamo che apparteneva alla confraternita di San Bernardo e che ha esercitato il compito di catechista.

E' sepolto in Santuario, nella prima cappella a destra di chi entra.

Sulla tomba c'è questa semplice iscrizione:

" Tomba di Antonio Botta

notissimo per l'apparizione alla Beatissima Vergine.

Morì nell'anno 1550,il 17 maggio."

  

S. MARIA GIUSEPPA ROSSELLO

rosselloNata ad Albisola Mare nel 1811 (mentre a Savona il Papa Pio VII era prigioniero di Napoleone) da una famiglia di stovigliai, ricevette in questo Santuario l'ispirazione a formare una famiglia religiosa per la cura delle adolescenti abbandonate, con il titolo del nostro Santuario.

Sorse così con il motto "Cuore a Dio, mani al lavoro" la Congregazione delle Figlie di N.S. della Misericordia che oggi è diffusa in tutti i continenti dall'America Latina all'Africa, all'Asia.

Suor Maria Giuseppa Rossello mori a Savona il 7 dicembre 1880. Fu proclamata Beata da Pio XI nel 1938, e Santa nel 1949.

Per un approfondimento sulla sua vita e sulle sue opere potete visitare il sito http://digilander.libero.it/cubiculum/itmgr_frm.htm

 

IL SANTUARIO E IL BEATO GIUSEPPE MARELLO

Sulla parete sinistra dell'altare della Presentazione di Maria al Tempio, dove campeggia la preziosa tela del Domenichino, si trova un grande busto marmoreo e una lapide sottostante. Si tratta del busto del Beato Giuseppe Marello, Vescovo di Acqui Terme e fondatore degli Oblati di San Giuseppe, conosciuti con il nome di Giuseppini di Asti. Il busto è stato donato al Santuario nel 1994 dal Superiore di questa Congregazione Padre Vito Calabrese. La lapide ricorda la visita che il Marello compì al Santuario, con suo padre, nel 1856, quando aveva dodici anni.marello

Nato a Torino, nel 1844, rimase orfano di madre poco prima della sua venuta a Savona. Qui ricorda la lapide, egli si affidò alla Madre di Misericordia, pregando nella cripta, dove intui la sua vocazione al Sacerdozio. Entrò poi nel Seminario di Asti, e divenne Sacerdote, dopo tante prove e difficoltà, nel 1868 e Vescovo di Acqui nel 1889.

Dopo soli sei anni di episcopato, la sua salute, da tempo precaria, declinò rapidamente. Alla fine di maggio del 1895, fu a Savona, invitato dai Padri Scolopi per le celebrazioni del terzo centenario di San Filippo Neri. Il 26, giorno della festa del Santo, celebrò la Messa ma si sentì male. Si riprese in giornata e potè partecipare alle funzioni pomeridiane. Il giorno dopo 27 maggio (in attesa di incontrarsi con il Vescovo di Savona, Mons. Giuseppe Boraggini), si recò al Santuario e celebrò la Messa nella cripta, nel luogo dove, trentanove anni prima, aveva avuto l'intuizione della chiamata al Sacerdozio. Apparve molto affaticato ed emozionato quando rientrò a Savona, prima di mezzogiorno e, mentre i Canonici gli facevano visitare le stanze di Pio VII, svenne. Il medico, subito accorso, non giudicò gravi le sue condizioni, né il giorno dopo, ad una seconda visita, apparvero peggiorate. Ma il 30 maggio il male precipitò ed alle 18 Marello mori all'età di 51 anni, lasciando in tutti la convinzione che era morto un Santo.

 

sito a cura di diana anna dellacasa dididella@fastwebnet.it