LA FACCIATA
La costruzione della facciata risale agli anni fra il 1609 ed il 1611, quando la Chiesa era già ultimata da tempo, ed è opera di un artista lombardo, Taddeo Carlone di Ruvio, sul lago di Lugano ( 1543 - 1613).
Con Antonio Sormano Pace - architetto del tempio - e Pietro Orsolino - scultore della Sacra Statua - il Carlone compie il trittico degli artisti lombardi che hanno lasciato una impronta decisiva nell'arte del Santuario. Anche il Carlone, come i Sormano e gli Orsolino, era oriundo delle stesse vallate lombarde; anche lui era passato attraverso la scuola genovese del 500, ed in più portava con sé l'esperienza di lunghi anni trascorsi a Roma, alla scuola di Bramante e Michelangelo.
Il Carlone fu più scultore che architetto; e nella stessa scultura sentì più il valore decorativo che quello compositivo e scultoreo (basterebbe pensare al gusto decorativo con cui modellò la fontana del Nettuno in Roma). E decorativamente - più che architettonicamente - pensò e costruì la facciata del Santuario, scegliendo per essa la tonalità calda della pietra del Finale, alternandola, nei riquadri delle porte, con la variegata lucentezza del marmo.
Alte lesene dividono la facciata in cinque scomparti, dove si aprono le tre porte d'ingresso e due nicchie che raccolgono le statue di San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. Sulle due porte d'accesso laterali, dalla caratteristica struttura rinascimentale, due finestre, rompono, con la loro ombra la diffusa luminosità della facciata. Ghirlande di fiori e frutta corrono da un capitello all'altro, alleggerendo le linee in motivi di decorazione. Gli stessi motivi e la stessa linea è ripresa nella parte superiore della facciata, aperta, però da un ampia finestra serliana e coronata da un timpano.
Una attenzione particolare meritano le tre statue della facciata anch'esse opera di Taddeo Carlone.
La statua posta sul timpano della porta centrale, rappresenta la Vergine col Bambino. E' una statua serena e composta che definisce la sensibilità di un artista uscito dal Rinascimento ed aperto verso nuove esigenze che si annunziano appena, timide timide.
Robustezza di modellato, sicurezza di linea e precisione di forme, caratterizzano invece la statua di San Giovanni Battista (a sinistra di chi guarda la facciata). Il volto del Precursore balza dal marmo netto e deciso: un ritmo serrato di linee imprime movimento a tutta la figura.
Meno riuscita appare la statua di San Giovanni Evangelista, dove la composizione troppo accademica del modellato esprime un senso di stanchezza.
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