LA CAPPELLETTE
Le nove cappellette votive che dal sobborgo di Lavagnola accompagnano la strada che porta al Santuario, costituiscono un itinerario religioso che si snoda lungo la valle del Letimbro.
Esse hanno sempre segnato le tappe delle processioni, che sostano davanti ad ognuna, recitando il versetto del " Salve Regina" che si trova inciso sul cartiglio, sopra l'affresco al loro interno. Poste lungo la strada a 400 metri l'una dall'altra, solo le prime e le ultime due distano fra loro 600 metri.
Francesco Borsotto un notabile genovese (che si occupò anche della costruzione della facciata della Chiesa), finanziò nel 1622 l'edificazione delle prime sette, mentre fra il 1653 ed il 1658, furono costruite le ultime due ad opera del Marchese Giacomo Filippo Durazzo. I piccoli edifici sono tutti uguali, un cubo sovrastato da una cupola a forma semisferica ricoperta da scaglie di ardesia. Gli spigoli sono rinforzati da capitelli con lesene di ordine tuscanico. L'apertura ad arco sulla facciata verso la strada, è sovrastata da un oculo ellittico o da una lunetta, Nel piccolo interno, sullo sfondo, un altare in stucco, e sopra di esso uno spazio, inquadrato da una cornice, che conteneva, ed in pochi casi contiene ancora, un affresco.
La tipologia delle cappellette ebbe poi la sua evoluzione architettonica nella CAPPELLA DELLA CROCETTA (del 1600 a pianta ottagonale) e nella piccola CHIESA DI SAN MICHELE (costruita nel 1710 a pianta ottagonale e con un piccolo campanile), nel borgo delle Fornaci a Savona.
Nel 1736 (secondo centenario dell'Apparizione), fu eseguito, all'interno della cappellette, sopra i piccoli altari, un primo ciclo di affreschi ad opera di Gio Agostino Ratti; fra il 1850 ed il 1865 si eseguirono le prime ridipinture ad opera di Giuseppe Frascheri, e fra il 1880 ed il 1890 fu la volta di Lazzaro De Maestri. L'umidità, le piogge, le alluvioni, sono state causa di frequenti e gravi danni agli edifici ed agli affreschi.
La prima cappelletta sorge poco oltre il ponte e la chiesetta di San Martino a Lavagnola. L'affresco rifatto nel 1858, raffigura l'apparizione, ma purtroppo in alcune parti non è più leggibile.
La seconda cappelletta si trova nei pressi del ponte del Mulino dell'Oro. Degli antichi affreschi non resta più traccia e lo spazio è stato malamente ridipinto in anni recenti.
La terza cappelletta si trova lungo la strada di fronte alla località Maggesi, è stata completamente restaurata nel 1997 ad opera della Gestione Autonoma del Santuario.
La quarta appelletta è situata lungo il vecchio percorso stradale, circa due metri più in alto della sede attuale, nei pressi del ponte che conduceva al Mulino Folco. E' forse l'edificio in peggior stato di tutta la serie e dell'affresco non restano che poche tracce.
La quinta cappelletta E' situata presso l'edicola che segna la metà del cammino, fra la borgata di Lavagnola ed il Santuario. Oggi al posto dell'affresco si trova un pannello in ceramica policroma di Giacomo Raimondi.
La sesta cappelletta è situata nei pressi del Cartiera Savonese ed è forse quella che gode del miglior stato di conservazione. L'affresco fra i più visibili dell'intero ciclo è opera di Lazzaro De Maestri e raffigura il miracolo dell'arrivo del grano, avvenuto a Savona durante la carestia del 1585.
La settima cappelletta è situata presso il Ponte Oliverio ; vi sono solo alcune tracce dell'affresco, che alcuni storici savonesi ( Noberasco e Buscaglia ) attribuiscono a Bernardo Castello.
L' ottava cappelletta, affiancata alla Casa Genta, di fronte alla località Riborgo, ospita un affresco di Giuseppe Frascheri, ancora in parte leggibile , che mostra la Processione che giunge al Santuario e l'apparizione della Madonna sul poggio della Crocetta, episodio che diede origine alla costruzione dell'omonima chiesetta.
La nona cappelletta di fronte all'antica osteria del Cannon d'Oro ha ancora parti leggibili dell'affresco di Giuseppe Frascheri; raffigura l'ingresso dei malati nell'Ospizio.
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