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I PRIMI MIRACOLI

Dopo la seconda Apparizione Savona rispose al richiamo della Vergine. Lunghe processioni di pellegrini cominciarono a percorrere, in preghiera la valle del Letimbro, verso il luogo prediletto dalla Vergine.

Agostino Abate scrisse che mai ai suoi giorni aveva visto tanta gente alla Processione. La processione poi del Venerdì Santo riuscì addirittura impressionante. I soci delle varie Confraternite - allora fiorenti nella Città - vi parteciparono in massa, scalzi, nelle loro caratteristiche "cappe" e flagellandosi con "vergelle e scoraggi, onde le strade rosseggiavano di sangue".

Ma ormai non era più soltanto Savona che correva al luogo del miracolo: era tutta la Liguria ed il Piemonte. Il 24 giugno di quello stesso 1536, 44 compagnie di disciplinanti si recarono processionalmente al luogo dell'Apparizione; il 14 agosto esse salirono a 54, senza contare la marea di popolo che superava spesso - notano i cronisti - le 25.000 persone. Molti miracoli vennero presto a confermare - se ancor a ve ne fosse stato bisogno - l'autenticità del prodigio. Di tanto in tanto fra la folla che assiepava la valle, si levava un grido: MISERICORDIA, MISERICORDIA.

Era un cieco che aveva riacquistato la vista, uno storpio che camminava, un malato guarito. L'Abate, che visse quei giorni di sacro entusiasmo, scrisse che i guariti da infermità corporali furono così numerosi, che non basterebbero dieci giorni per annotarli tutti.

Un miracolo, soprattutto, commosse tutta la città. Due bimbi di Carrù Giovanni Guglielmo Burgosio, di 21 mesi e Maddalena Tasca di 7 anni, ciechi dalla nascita, vennero ad impetrare il miracolo. Pregarono a lungo, con le mani giunte, inginocchiati per terra. Quando già, quasi delusi, erano sulla via del ritorno, sul sentiero che dal fondo valle si inerpicava, rapido, in direzione di Altare, il miracolo, improvvisamente venne: gli occhi dei due bimbi si aprirono alla luce, e videro.. Videro i monti, i sassi del sentiero ed i volti attoniti dei genitori piangenti di gioia. Fu una scena indescrivibile.La comitiva ritornò quasi correndo, alla piccola cappella della valle, a ringraziare. Vennero poi a Savona, ed in Cattedrale, aprirono l'anima alla gioia ed alla riconoscenza, con inni e cantici. Tutta la città ne fu commossa, tanto che il Podestà ed il Vicario chiamarono a se i miracolati e li fecero esaminare dal Cancelliere della Città, Marco Tullio de Lorenzi che ne stese regolare deposizione.

 

sito a cura di diana anna dellacasa dididella@fastwebnet.it